Anche quest’anno L’Agriturismo Biologico La Casa degli Gnomi in collaborazione con altre strutture della zona, il 30 dicembre organizza La Salata, ovvero la lavorazione delle carni suine come nella tradizione marchigiana.
Mentre un veterinario e un docente universitario spiegheranno le varie fasi della lavorazione, gli ospiti dell’agriturismo, potranno prendere parte attiva alla manifestazione aiutando i norcini nel fare salcicce, salami, lonze, ciabuscoli ma soprattutto, partecipando alla cena a base di prodotti tipici, primi piatti locali, carni alla griglia, dolci, vino cotto, musica…
Dal libro “Una vecchia madia nel mio cuore” di Ivana Rongoni:
Quello della “salata”, cioè la salatura e l’insaccatura delle carni del maiale allevato in casa, era un rito festoso che veniva preparato con giorni d’anticipo.
Infatti, il vergaro, durante la settimana precedente, con la “piattina” si recava in paese a caricare i sacchi di sale grosso, il pepe (bianco e nero), le noci moscate, la stecca di cannella, i gomitoli di spago grosso e fino, i chiodi di garofano, le arance, i limoni e quant’altro era necessario per aromatizzare le carni. Inoltre, in cantina, poneva sopra due cavalletti “la capancia”, sistemandola a scivolo per fare scorrere bene l’acqua del sale, con il quale copriva bene per un tempo stabilito il guanciale, la pancetta, il lardo, i capocolli, i ronzini, i prosciutti, le spallette, i gambucci, ecc.
La vergara, in casa, con pezzi di lenzuola vecchie, preparava larghe e lunghe parannanze per lu salatò e i suoi numerosi aiutanti.
Nel giorno stabilito si alzava di buon ora, accendeva un bel fuoco con la legna grossa, appendeva alla catena del camino una grossa stagnata piena di acqua. Preparava un buon caffè d’orzo profumato di anici, sgombrava il tavolo, preparava il macinino del pepe, lavava il mortaio di legno e sgusciava gli agli. Gli attrezzi specifici, e cioè: coltelli ben affilati e di tutte le dimensioni, macina carne, la bilancetta per pesare il sale pestato, le portava con sé lu salatò.
La colazione di quel giorno (verso le ore otto) consisteva in pasta di carne di maiale approntata per le salsicce, bene rosolata nella padella e spalmata su grosse fette di pane. In questo modo si riusciva a stabilire se il sale e gli aromi erano state ben dosati e non era necessario ritoccarli.


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